a casa di Cornelio, il luogo dove Dio ti precede

27 dicembre 2008

Auguri Scomodi – Tonino Bello

Filed under: Riflessioni,Uomini e profeti — antoniosavone @ 12:20 pm

 Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge “, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Tonino Bello

31 ottobre 2008

Essere uomini e donne del vento…

Filed under: Uomini e profeti — antoniosavone @ 5:20 pm

Essere uomini e donne del vento significa ap­partenere alla razza di coloro che scrutano il cielo e la terra a tutto campo, non intristiti dal­l’arroganza del “possesso” della verità, ancora capaci di “rendersi conto” di ciò che accade, non sequestrati da alcuna appartenenza, uomini e donne in movimento, nel movimento del ven­to dello Spirito, unica appartenenza. Pronti ad entrare nel territorio dell’altro. Non ad occupa­re, ma a sorprendere e a sorprendersi. Nella ca­sa dell’altro a sorprendere i segni, a innamorar­si delle tracce, a scoprire il volto della grazia.

don Angelo Casati, parroco di S.Giovanni in Laterano a Milano

19 ottobre 2008

L’uomo che cammina

Filed under: Libri,Uomini e profeti — antoniosavone @ 4:49 pm

L’uomo che cammina
è quel folle
che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante
da inghiottire perfino la morte.

Coloro che ne seguono le orme
e credono che si possa restare eternamente vivi
nella trasparenza di una parola d’amore,
senza mai smarrire il respiro, costoro
sono forzatamente considerati matti

“Cammina. Senza sosta cammina. Va qui e poi là. Trascorre la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza. E cammina. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato”.

“Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l’ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine”.

“Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos’è parlare? Cos’è amare? Come credere e come non credere?
Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana”.

L’uomo che cammina di Christian Bobin, un libro che parla di Cristo senza mai nominarlo e che quindi parla inequivocabilmente di Lui, ma allo stesso tempo di ognuno di noi.
Christian Bobin è nato nel 1951 a Le Creusot (Borgogna). Poeta apprezzato per la lievità della scrittura e la profondità delle tematiche, ha ricevuto in Francia diversi premi letterari. In italiano ha finora pubblicato Francesco e l’Infinitamente Piccolo (San Paolo 1994), La donna che sarà (Archinto 1995), Più viva che mai (San Paolo 1998).

Profezia

Filed under: Uomini e profeti — antoniosavone @ 1:39 pm

E il già detto è ancora
da ridire, Qohelet:

mai la stessa onda si
riversa
nel mare e mai
la stessa luce si alza
sulla rosa:

né giunge l’alba
che tu non sia
già un altro!

David Maria Turoldo, nel libro Profezia, Garzanti, 1999

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