“Il nostro pianeta è un Boeing diviso in prima classe, business class, e classe economica. Nel momento in cui precipita, muoiono tutti senza distinzione. (Pare che per i Boeing si stia progettando una prima classe a espulsione: paghi cinquantamila dollari e ti salvi).
Per me la sfida numero uno del futuro è la giustizia sociale, non è l’evoluzione della tecnica e della scienza. Tutto ciò deve essere ordinato in funzione della giustizia, perché tutti siano felici su questo pianeta. Ognuno a suo modo, è evidente, ma vi sono le condizioni perché tutti siano felici, vi sono beni materiali sufficienti e beni simbolici straordinari. La questione è la spartizione, la giustizia. È questo che manca, saper dosare giustizia e libertà”.
Frei Betto e Domenico De Masi, Non c’è progresso senza felicità, Rizzoli, 2004(Piccoli saggi [Rizzoli])
Da sociologo laico, De Masi crede fermamente nell’uomo e nelle sue potenzialità creative e considera la globalizzazione e la tecnologia opportunità di progresso e di benessere diffusi. Frei Betto, frate domenicano brasiliano, è tra i fondatori della teologia della liberazione. Da uomo di fede insiste sul divario tra mondo ricco e mondo povero e sulla necessità di una nuova prospettiva culturale per giungere davvero al riscatto del Terzo mondo. In questo dialogo serrato, De Masi e Frei Betto toccano alcuni temi cruciali – l’educazione e la scuola, il senso e il ruolo del lavoro, la giustizia sociale, l’importanza del pensiero creativo – e le loro visioni diverse forniscono ai lettori nuovi stimoli per riflettere sul nostro tempo.




