a casa di Cornelio, il luogo dove Dio ti precede

30 Dicembre 2008

www.acasadicornelio.it

Archiviato in: Comunicazioni — antoniosavone @ 6:23 pm

 Cari amici con il nuovo anno questo blog termina le pubblicazioni di nuovi contenuti.

Vi invito a seguirmi sul nuovo sito www.acasadicornelio.it che accoglierà tutti i nuovi messaggi.  

 
 

28 Dicembre 2008

FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – ore 11.00

Archiviato in: Omelie 2008 — antoniosavone @ 10:57 am

(Gen 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40)
Alla scuola dell’oltre…

     A ridosso del Natale la liturgia ci porta alla scuola della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Una scuola a tutta prima non comune. E non già per la singolarità degli elementi che la compongono quanto per quello di cui questo nucleo familiare è costituito segno.
     Chi volesse guardare alla famiglia di Nazaret come a una sorta di ultima spiaggia per far fronte alla crisi che attraversa le nostre famiglie si troverebbe non poco spiazzato. Non si presta a visioni oleografiche la famiglia di Nazaret: perciò guai ad accostare il messaggio biblico secondo una interpretazione del tutto funzionale ad una simile visione. Quello che la Parola ci dice di questa famiglia coincide poco con quel quadretto di intimità che ci viene in mente quando pensiamo ad una famiglia unità. È sempre così: la Parola di Dio “non è una parola assertiva ma rivelativa, non definisce ma illumina”.
     Continuamente attraversata da una spada questa famiglia. Quel Figlio è stato segno di contraddizione anzitutto per Maria e Giuseppe. Ancor prima di venire al mondo. Si sono trovati continuamente sollecitati ad un superamento, anzitutto quello di un loro progetto personale che probabilmente non aveva chissà quali pretese ma nondimeno era il loro.

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FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – Messa protofestiva

Archiviato in: Omelie 2008 — antoniosavone @ 10:55 am

 (Gen 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40)
Capaci di riconoscere…

     Piuttosto popolata questa liturgia nella festa della famiglia di Gesù, Maria, e Giuseppe. Ci sono loro, appunto, ma c’è anche Abramo, Sara, Simeone, Anna. Tutte vicende a partire dalle quali ci è dato accostare il mistero di questi giorni: come stare di fronte alla visita di Dio?
     Abramo: l’obbediente per eccellenza agli inviti di Dio, è chiamato ad uscire da un ambito familiare circoscritto, ristretto per diventare padre di una moltitudine di popoli. Lui che ormai vecchio non aveva nemmanco un figlio. Ci sarebbe da ridere, appunto, commenta Sara sua moglie. Non a caso il figlio si chiamerà Isacco, figlio del sorriso. Sembrava quasi che Dio scherzasse quando aveva loro promesso un figlio. Ma proprio quando tutto sembra irrisolvibile Dio porta a compimento anche il nostro sorriso sarcastico e diffidente.

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27 Dicembre 2008

Auguri Scomodi – Tonino Bello

Archiviato in: Riflessioni, Uomini e profeti — antoniosavone @ 12:20 pm

 Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge “, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Tonino Bello

25 Dicembre 2008

NATALE DEL SIGNORE – MESSA DEL GIORNO

Archiviato in: Omelie 2008 — antoniosavone @ 8:15 pm

(Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18)
La carne il linguaggio di Dio…

     A frotte ci siamo portati in Chiesa quest’oggi. A ondate diverse: chi nella notte, chi stamani, chi oggi pomeriggio. Quasi ci fossero  una misura e un tempo personali per accostare il mistero di questa nascita. E Dio non cessa di offrirsi a questo nostro flusso, secondo la misura e i tempi di ognuno. Nella gratuità. A disposizione di tutti coloro che sono incuriositi nel percepire il formicolio della sua incarnazione: di questo ci ha narrato il racconto nella notte.
     Il Verbo si fece carne…

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NATALE DEL SIGNORE

Archiviato in: Omelie 2008 — antoniosavone @ 11:01 am

(Is 9,1-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14)
Restituire il Natale…

     Passi nella notte, i nostri. Affrettati o lenti che siano, sono senz’altro passi veri. Passi messi in moto da delle ragioni del cuore che niente e nessuno riesce a spegnere e che, foss’anche per un’ora soltanto, fanno venire il groppo alla gola. I più sono passi che coinvolgono: ciascuno ha coinvolto qualcun altro in questo cammino nella notte, quasi avessimo bisogno di qualcuno a cui poter dire: non era un vaneggiamento quello che abbiamo vissuto. Passi nella notte per non mancare ad un appuntamento, quasi riconoscessimo segretamente che qualcosa accade anche per noi stanotte. Quanto vorrei farmi interprete e dare un nome, un volto e una parola a questi passi nella notte! Da ascoltare con discrezione i nostri passi che Dio conta anche quando vaghiamo lontano da lui. Li conta mettendosi al nostro passo. Non ci narra forse di questo il Natale? Di un Dio sui passi del vagare dell’uomo?

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24 Dicembre 2008

Buon Natale

Archiviato in: Riflessioni — antoniosavone @ 6:45 pm

 “La speranza non delude perchè l’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori” (Rm 5,5).

Ci sia dato di fare ancora una volta l’esperienza del suo amore e i nostri cuori torneranno a sperare.
Buon Natale.         

 fr. Antonio

I FUGGITIVI

Archiviato in: Riflessioni — antoniosavone @ 2:32 pm


In una terra di fuggitivi, colui che cammina nella direzione contraria sembra che stia fuggendo.

Dal telegiornale – come è d’obbligo – si è in collegamento con la sala controllo della società Autostrade e dai monitor si vedono le due direzioni di marcia di un’autostrada che conduce verso le località di montagna: da una parte una lenta colonna infinita, dall’altra qualche rara autovettura che sembra fuggire sfrecciando in senso contrario. Mi viene, così, in mente una frase geniale di quel grandissimo poeta del Novecento che è stato Thomas S. Eliot. Naturalmente qui ci muoviamo nel mondo del simbolo e della lezione morale. Di fronte a una folla che si lascia condurre, procedendo alla deriva o che si piega come un campo di giunchi sotto il vento verso un’unica direzione, ecco alcuni pochi che si fermano, riflettono e decidono di invertire la rotta o di piegare il capo in senso opposto.
Ebbene, tutti gli altri li scambiano per fuggitivi, per ribelli o stravaganti, anzi, per stupidi perché non sanno capire il vantaggio del lasciarsi condurre dalla marea, senza faticare nel passo e nella decisione. Pensiamo, tanto per fare un esempio, al “folle” s. Francesco che sembra fuggire dal ragionevole buonsenso che lo spingerebbe verso il patrimonio paterno e una vita comoda e quieta. Eccolo, invece, inerpicarsi verso le vette ardue del distacco, della povertà, dell’amore: facile è sbeffeggiarlo come un fuggiasco insensato e, invece, è proprio lui che si è scelto «la parte migliore che non gli sarà mai tolta» (Luca 10, 42), come dice Gesù alla realistica Marta, ricordando la legge del perdere per trovare.

Gianfranco Ravasi

23 Dicembre 2008

IV Domenica di Avvento

Archiviato in: Omelie 2008 — antoniosavone @ 9:34 pm

(2Sam 7,1-5.8-12.14.16;Sal 88; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38)
Non ridurre lo scandalo…

     Dopo la sosta nel deserto, nella casa di passaggio (il luogo dove Giovanni battezzava) oggi sosta a Nazaret. Nella casa di Maria, dove Dio porta a compimento l’antica promessa fatta a Davide. A contatto con il Dio dell’impossibile reso possibile per il credito di fiducia che una ragazza gli accorda. Nel deserto la disponibilità richiesta era quella a lasciarsi immergere in un diverso modo di leggere le cose, qui, a Nazaret, quella a dare credito all’insperabile. L’insperabile è che Dio possa abitare non solo in mezzo agli uomini ma accettare di farsi uno di loro. Ecco ciò che più di ogni altra cosa egli ha rivendicato anche a costo di essere frainteso.

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18 Dicembre 2008

Scuola della Parola (4)

Archiviato in: Scuola della Parola 2008_09 — antoniosavone @ 9:28 pm

“Il Signore è vicino!” Fil 4,5

18 dicembre 2008

     L’invito alla vigilanza è quello che risuona maggiormente negli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, soprattutto nei cosiddetti discorsi di addio e nel Getsemani, dove Gesù esorta gli apostoli a vegliare con lui e pregare per non entrare in tentazione. Ed è anche quello che la prima comunità cristiana più ha raccolto, convinta com’era che il Signore potesse tornare da un momento all’altro.
      “Vegliate e pregate” è il corrispettivo di “convertitevi e credete” che fa seguito, sulle labbra di Gesù, all’annuncio del Regno.

     Quando Gesù è presente l’invito rivolto è: credere!, quando è assente l’invito diventa: vigilare!
      Cosa c’è dietro questo invito a vigilare? Perché vigilare?
     Il vigilare non è certo un elemento marginale della vita cristiana, anzi! Esso esprime tutta la tensione verso il futuro di Dio, tensione che va coniugata con l’attenzione e la cura per il qui e ora della nostra storia.

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